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COMUNICATO STAMPA – Convegno Wedge 2018

COMUNICATO STAMPA – Convegno Wedge 2018

Si incontrano a Fossano per discutere di malattie cardiovascolari e trovare soluzioni innovative i più importanti esponenti della Cardiochirurgia, Anestesia e Rianimazione e della Cardiologia interventistica Italiana

 

Il 23-24 Marzo si svolgerà la nuova Edizione del Convegno WEDGE organizzato dal Direttore del Dipartimento Emergenze ed Aree Critiche dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo Dott. Alessandro Locatelli coadiuvato dal Dott. Claudio Grossi e dal Dott. Giuseppe Musumeci che dirigono rispettivamente le strutture complesse di Cardiochirurgia e Cardiologia dell’Ospedale cittadino.

Il Congresso coinvolgerà più di 150 medici provenienti da tutta Italia e vedrà la partecipazione delle figure più rappresentative delle tre discipline che si ritroveranno e confronteranno per trovare soluzioni innovative per le malattie cardiovascolari  

 

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di mortalità e morbilità nel nostro Paese. Il trattamento di queste patologie è quindi un obbiettivo di primaria importanza per la politica e l’economia sanitaria, i cui percorsi operativi dovrebbero essere delineati dalla collaborazione tra i medici delle diverse discipline di riferimento. Sarà proprio la sinergia tra anestesisti, cardiochirurghi e cardiologi il tema centrale del congresso «Wedge», che si svolgerà a Fossano il 23 e 24 Marzo 2018; sinergia che è già in essere da anni presso il Dipartimento Emergenze e Aree critiche dell’Ospedale Santa Croce e Carle Diretto dal Dott. Alessandro Locatelli che anche attraverso l’utilizzo della sala ibrida rappresenta uno degli esempi più virtuosi del paese di sinergia tra le diverse discipline.

 

Il convegno, che coinvolgerà relatori e moderatori autorevoli in ambito anestesiologico, cardiochirurgico e cardiologico, è stato organizzato da Alessandro Locatelli Direttore della SC di Anestesia e Terapia Intensiva Cardiovascolare e del Dipartimento di Emergenze e delle Aree Critiche, Claudio Grossi Direttore della SC di Cardiochirurgia e Giuseppe Musumeci Direttore della SC di Cardiologia dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo.

Il Congresso che è patrocinato dell’Ordine dei Medici di Cuneo coinvolgerà più di 200 discenti tra medici ed infermieri e vedrà la partecipazione delle più prestigiose figure nazionali delle tre discipline. Saranno infatti presenti i presidenti nazionali della Società Italiana degli Anestesisti Rianimatori (SIAARTI) dott. Antonio Corcione (Napoli), il Presidente della Società Italina di Cardiochirurgia (SICCH) Dott. Francesco Musumeci (Roma) e della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (GISE) Prof. Giuseppe Tarantini (Padova). Queste tre società scientifiche delle quali fanno attivamente parte il Dott. Locatelli consigliere nazionale SIAARTI e il Dott. Musumeci past president GISE hanno inoltre concesso patrocinio ufficiale al congresso cuneese garantendone un prestigio e una rilevanza nazionale.

Il Congresso, vista la sua importanza, sarà aperto dal Direttore Generale dell’Ospedale Santa Croce e Carle Dott. Corrado Bedogni e dal Presidente dell’Ordine dei Medici cittadino Dott. Giuseppe Guerra.

 

“L’obiettivo del meeting è l’analisi delle problematiche comuni alle tre discipline in riferimento ai possibili scenari terapeutici innovativi -spiega il Dott. Alessandro Locatelli, Direttore del Dipartimento Emergenza e Aree Critiche dell’Ospedale Santa Croce e Carle- presso il nostro Ospedale abbiamo da anni posto il paziente al centro delle nostre attenzioni con l’obiettivo di coniugare appropriatezza nelle cure ed innovazione delle strategie terapeutiche. Peraltro non è la prima volta che si riuniscono a Cuneo i più importanti esponenti delle tre discipline – prosegue il Dott. Locatelli – ma questa nuova edizione di Wedge 2018 affronta le problematiche comuni dei pazienti con patologia cardiaca in una veste nuova e ampiamente condivisa tra cardiologi, chirurghi e anestesisti. In particolare verranno affrontate le problematiche dei pazienti portatori di patologia valvolare cardiaca e coronarica che oggi possono essere affrontate in modo sempre meno invasivo attraverso una fortissima cooperazione tra anestesisti, cardiochirurghi e cardiologi. Questa collaborazione interdisciplinare trova nella sala operatoria ibrida la sua sede operativa: il nostro ospedale è stato tra i primi in Italia a dotarsi di una sala operatoria ibrida e questo esempio virtuoso è stato seguito da alcuni importanti ospedali. Tuttavia la diffusione della sale ibride a livello nazionale è ancora ridotta a causa degli elevati costi e delle problematiche strutturali che purtroppo limitano la diffusione di questa fondamentale risorsa.

 

Nella prima parte di Wedge 2018 verrà valutata l’appropriatezza nella gestione clinico-diagnostica e nel trattamento farmacologico del paziente ad alto rischio cardiovascolare – dichiara il Dott. Giuseppe Musumeci, Direttore della USC di Cardiologia dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo e Past President GISE,  per poi lasciare spazio al confronto dell’ “Heart Team” sui percorsi specifici per la cura della stenosi aortica, dell’insufficienza mitralica, dello scompenso avanzato e della interventistica coronarica complessa. Obiettivo del congresso sarà anche quello di sensibilizzare i cardiologi e i medici di medicina generale alla diagnosi precoce delle malattie cardiovascolari e al trattamento farmacologico intensivo dei pazienti ad alto rischio, mediante la realizzazione di una forte integrazione tra i medici del territorio e i cardiologi ospedalieri, capace di garantire un follow-up adeguato e una stretta aderenza alla terapia farmacologica”

 

“Il Congresso – dichiara il Dott. Claudio Grossi, Direttore della USC di Cardiochirurgia dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo- sarà una grande occasione per confrontarsi partendo da casi clinici reali sulle principali problematiche che affliggono i nostri pazienti cercando di arrivare a soluzioni condivise ed innovative da poter applicare nella pratica clinica”. Le nuove tecniche chirurgiche ed interventistiche – prosegue il Dott. Grossi- consentono oggi di trattare pazienti sempre più complessi ed anziani garantendo sempre di più la possibilità di risolvere problematiche in passato non risolvibili”.